Giancarlo Scorzoni, consigliere della Solierese, storico dirigente accompagnatore della prima squadra, ma soprattutto un nostro caro Amico ci ha lasciato qualche ora fa.
Se ne è andato in silenzio, portato via da una terribile malattia. Un caro Amico che è rimasto sino alla fine vicino alla Sua Solierese. Un caro Amico che lascia un grande vuoto nei nostri cuori e sulla nostra panchina.
Alla famiglia di Giancarlo la Società porge le più sentite e sincere condoglianze.
Ciao Giancarlo, ci mancherai!
Anche la Delegazione provinciale FIGC di Modena ha voluto ricordare Giancarlo con un proprio comunicato ufficiale.
Ciao Giancarlo, un grande amico della Solierese
[Tratto da Forza Solierese di domenica 12.10.2008, nel quale abbiamo cercato di ricordare chi era Giancarlo Scorzoni]
Se ne è andato nei giorni scorsi Giancarlo Scorzoni. Un Dirigente della Solierese ma soprattutto un nostro caro amico.
Si era avvicinato alla società alla fine degli anni settanta, accompagnando, al pari di tanti altri padri, il figlio Luca che allora iniziava a tirare i primi calci nella nostra scuola calcio. Per una decina di anni continuò a seguire le squadre del settore giovanile, dimostrando da subito, dietro un’apparenza burbera, un cuore d’oro ed una disponibilità totale.
Quando Luca decise di interrompere la propria carriera calcistica, a Giancarlo fu chiesto di rimanere come consigliere della Solierese. Probabilmente correva l’anno 1998 e ci piace pensare, ma ce ne accorgiamo solo adesso, che probabilmente nel 2008 Giancarlo avrebbe festeggiato idealmente dieci anni di passione, attenzione e dedizione verso i colori gialloblù della squadra di Soliera.
Termini questi che ben si prestano a descrivere il legame di Giancarlo con la nostra società, per la quale è stato un Dirigente con la D maiuscola. Sempre presente e perennemente puntuale nel suo incarico di accompagnatore / factotum della prima squadra, con la quale ha vissuto soddisfazioni e delusioni sportive, ma sempre senza perdere di vista il senso, la misura e la leggerezza che solo i veri Dirigenti sanno riconoscere ed attribuire a questo bellissimo gioco che è il calcio.
E Giancarlo un vero Dirigente lo era davvero, sia quando seguiva la prima squadra in allenamento piuttosto che in partita su tutti i campi dell’Emilia-Romagna, quale referente / confidente di allenatori e di alcune generazioni di calciatori, per i quali aveva sempre pronta la risposta ad ogni loro richiesta, fatta eccezione per i tacchetti, storicamente di competenza degli amici Angelo Neri e Natalino Sarti. Sia quando vi era da rendersi disponibile per il settore giovanile, rispetto al quale ha conteso con Giuseppe Iattoni e qualcun altro il record delle distanze trascorse sul pulmino della società per accompagnare settimanalmente agli allenamenti i giovani calciatori solieresi, stimando questi viaggi, forse in difetto, nella cifra media di 500 chilometri mensili. Sia quando vi era da organizzare le feste sociali, alle quali partecipava con impeccabile giacca e cravatta, per poi rimboccarsi le maniche per contribuire a pulire ed a riordinare sino a notte fonda.
Ma soprattutto era un caro amico, con il quale condividere la vita della società, le interminabili e mai apparentemente condivisibili e condivise discussioni sull’ultima partita, i piccoli problemi quotidiani, le immancabili cene con Iatto, Rumanein, Bareo e quanti altri. E quanti altri che si sono stretti intorno a lui quel lunedì mattina in quell’ultimo viaggio insieme, condividendo questa volta sì in modo unanime la volontà di tutti noi di ricordarlo sulla nostra panchina, pronto a scattare a recuperare il pallone uscito dal campo, con il suo sorriso appena pronunciato ma sempre caldo e rincuorante. Ciao Giancarlo.
[Tratto da Forza Solierese di domenica 12.10.2008, nel quale abbiamo cercato di ricordare chi era Giancarlo Scorzoni]
Se ne è andato nei giorni scorsi Giancarlo Scorzoni. Un Dirigente della Solierese ma soprattutto un nostro caro amico.
Si era avvicinato alla società alla fine degli anni settanta, accompagnando, al pari di tanti altri padri, il figlio Luca che allora iniziava a tirare i primi calci nella nostra scuola calcio. Per una decina di anni continuò a seguire le squadre del settore giovanile, dimostrando da subito, dietro un’apparenza burbera, un cuore d’oro ed una disponibilità totale.
Quando Luca decise di interrompere la propria carriera calcistica, a Giancarlo fu chiesto di rimanere come consigliere della Solierese. Probabilmente correva l’anno 1998 e ci piace pensare, ma ce ne accorgiamo solo adesso, che probabilmente nel 2008 Giancarlo avrebbe festeggiato idealmente dieci anni di passione, attenzione e dedizione verso i colori gialloblù della squadra di Soliera.
Termini questi che ben si prestano a descrivere il legame di Giancarlo con la nostra società, per la quale è stato un Dirigente con la D maiuscola. Sempre presente e perennemente puntuale nel suo incarico di accompagnatore / factotum della prima squadra, con la quale ha vissuto soddisfazioni e delusioni sportive, ma sempre senza perdere di vista il senso, la misura e la leggerezza che solo i veri Dirigenti sanno riconoscere ed attribuire a questo bellissimo gioco che è il calcio.
E Giancarlo un vero Dirigente lo era davvero, sia quando seguiva la prima squadra in allenamento piuttosto che in partita su tutti i campi dell’Emilia-Romagna, quale referente / confidente di allenatori e di alcune generazioni di calciatori, per i quali aveva sempre pronta la risposta ad ogni loro richiesta, fatta eccezione per i tacchetti, storicamente di competenza degli amici Angelo Neri e Natalino Sarti. Sia quando vi era da rendersi disponibile per il settore giovanile, rispetto al quale ha conteso con Giuseppe Iattoni e qualcun altro il record delle distanze trascorse sul pulmino della società per accompagnare settimanalmente agli allenamenti i giovani calciatori solieresi, stimando questi viaggi, forse in difetto, nella cifra media di 500 chilometri mensili. Sia quando vi era da organizzare le feste sociali, alle quali partecipava con impeccabile giacca e cravatta, per poi rimboccarsi le maniche per contribuire a pulire ed a riordinare sino a notte fonda.
Ma soprattutto era un caro amico, con il quale condividere la vita della società, le interminabili e mai apparentemente condivisibili e condivise discussioni sull’ultima partita, i piccoli problemi quotidiani, le immancabili cene con Iatto, Rumanein, Bareo e quanti altri. E quanti altri che si sono stretti intorno a lui quel lunedì mattina in quell’ultimo viaggio insieme, condividendo questa volta sì in modo unanime la volontà di tutti noi di ricordarlo sulla nostra panchina, pronto a scattare a recuperare il pallone uscito dal campo, con il suo sorriso appena pronunciato ma sempre caldo e rincuorante. Ciao Giancarlo.







